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martedì 20 settembre 2011

I mestieri della moda: DIGITAL PR

La Moda non è solo stilisti, modelle, fotografi e truccoparrucco.
La Moda è comunicazione, è marketing, è stores.
Ma chi comunica, chi vende, chi crea gli stores?
Chi fa la Moda?

A tutte queste domande risponderò ogni settimana facendovi conoscere
I MESTIERI DELLA MODA



Chi e' chiara?
Una 27enne sempre in movimento. Mi occupo di digital PR nel settore moda e lusso, collaboro con girlpower.it, fashionblabla.it e OVS industry come blogger e web editor.


La passione per la moda dove nasce e dove ti ha portata?
Ho sempre comprato riviste di moda, mi son sempre divertita a girare per negozi e dopo l’arrivo di internet mi sono appassionata al legame moda e web, iniziando a scrivere di sfilate e tendenze su alcuni blog. Il mio primo blog l’ho aperto dieci anni fa, in tempi non sospetti! Da una passione si è trasformato in lavoro, non senza sacrifici ma quando sei spinto dalla passione non ti fermi di fronte a nulla. La moda unita all'altra mia passione, il web, mi ha portata a fare il mio attuale lavoro.

Cosa vuol dire essere digital pr?
Le PR online sono inserite all’interno dei piani marketing delle aziende, non sono una parte a sè stante. Il digital PR si occupa della comunicazione online di fashion brand, della rassegna digitale, gestisce i profili social e organizza eventi con i fashion bloggers.

Girlpower e i giovani talenti, cosa ti sta dando questa esperienza?
Oltre ai grandi nomi, mi hanno sempre affascinata le realtà più piccole e inesplorate da stampa e siti web di riviste cartacee. Mi piace scoprire e dare spazio - e voce - a chi è in gamba ma ancora poco conosciuto. Ho iniziato a occuparmene all’interno di un webzine creato con un’amica anni fa e poi è diventato un lavoro su http://www.girlpower.it/ che mi ha dato in gestione un blog quotidiano che va alla scoperta di nuovi talenti. Li trovo online cliccando da un e-commerce all’altro, girando per blog stranieri e andando alle fiere ed eventi dedicati.

Un consiglio a chi vuole seguire il tuo percorso?
Non c’è una regola, non c’è un percorso formativo per fare questo lavoro. E’ un mix di competenze, passione e determinazione. Bisogna essere aggiornati su tutto, saper usare photoshop, conoscere l’HTML, saper scrivere ed essere flessibili.




venerdì 2 settembre 2011

I mestieri della moda: CONTENT EDITOR

La Moda non è solo stilisti, modelle, fotografi e truccoparrucco.
La Moda è comunicazione, è marketing, è stores.
Ma chi comunica, chi vende, chi crea gli stores?
Chi fa la Moda?



A tutte queste domande risponderò ogni settimana facendovi conoscere
I MESTIERI DELLA MODA




CONTENT EDITOR





Chi è Paola?


Sono una ragazza giovane, tra qualche mese avrò 25 anni, amante
della moda e soprattutto dei viaggi. Insieme al mio ragazzo partiamo
appena c'è l'occasione! Non sono milanese, anzi, non mi ci sento per
niente milanese, anche se non sono molto lontana da qui. Sono nata in
provincia di Milano, a Legnano. Questo significa che tutte le mattine
faccio avanti e indietro per la città, tra treni e metropolitane o
tangenziali trafficate, ma vuol dire anche tornare a casa e poter
stare all'aria aperta e vicina alla mia famiglia e agli amici di
sempre, cosa che amo. Per me tutto è una nuova sfida e cerco di non
tirarmi mai indietro, ma anzi di buttarmi a capofitto in tutte le
opportunità che mi capitano. Sono iperattiva, incapace di stare ferma,
paranoica, pensierosa, casinista, ma molto concentrata sui miei
obiettivi. Fissata con il Web, ogni tanto cerco di depurarmi
staccandomi dai Social Network totalmente per qualche giorno!

Il tuo lavoro?


In questo momento sono "Content Editor" per Donnamoderna.com,
questo significa che scrivo articoli e gallery per il sito della
rivista, organizzando il mio lavoro in base alle novità, alle
tendenze, a quello che succede nel mondo. Insomma, ogni giorno ci si
deve inventare qualcosa di nuovo! Oltre a questo, da qualche tempo
collaboro anche con un'agenzia di comunicazione, per la quale, detta
in paroloni, sono Social Media Manager, cioè curo il lato social di
alcuni brand.


Gioie e dolori?


Beh, sicuramente l'ambiente non è semplice, la competizione è
forte. Io se devo essere sincera me ne frego abbastanza! Già arrivarci
comunque è dura, perché purtroppo è molto chiuso. Mi sono resa conto
ad esempio che quando arriva il periodo della Settimana della Moda,
fuori dalle sfilate le facce che si vedono sono sempre le stesse. Devo
dire che io sono stata molto fortunata a poter avere questa esperienza
in Mondadori. E poi se sei un collaboratore come me, c'è il lato
positivo di poterti organizzare il tempo come desideri, lavorando
anche da casa, ma quello negativo di dover sempre rincorrere i
colleghi, soprattutto quelli delle altre testate, quando vorresti
collaborare per altre riviste.

Il tuo percorso?


Mi sono laureata all'Università Cattolica in Lingue e
Comunicazione. Appena finiti i tre anni, ho iniziato uno stage per la
Baldini Castoldi Dalai Editore, dove sono stata tra i curatori del
Dizionario della Moda. Dopo questo stage ho collaborato per caso come
assistente stylist per Sposabella, rivista di Condé Nast, e dopo
qualche mese mi hanno offerto di scrivere per loro per un po'. Nel
frattempo ho sempre scritto per Il Giorno della mia città. Intanto mi
mancava troppo studiare, così mi sono iscritta alla Specialistica in
Statale in Lettere e Filosofia. Devo dire di essere molto fiera di
questa scelta, per me lo studio è sempre stato molto importante (la
mia mamma è insegnante!) e volevo completare al meglio il percorso e
avere una laurea magistrale. Sono molto contenta di essere riuscita a
laurearmi nei tempi stabiliti, pur lavorando full time. Studiavo nei
weekend, ma ne è davvero valsa la pena. E' una scelta di cui non mi
sono pentita neanche nei momenti più incasinati, in cui far quadrare
tutto era un incubo!


Cosa consigli a chi vuole seguire le tue orme?


Consiglio sicuramente di non fermarsi a mandare quattro email in
croce. Non vi risponderà nessuno. Dovete cercare di distinguervi,
anche nel curriculum. A quelli del settore arrivano tante di quelle
email al giorno che non si accorgono nemmeno di buttare via la vostra.
Cercate di conoscere più gente possibile, scrivete a più gente
possibile, telefonate, cercate un contatto diretto con le persone.
Proponete articoli, un'email con scritto i vostri studi non è
sufficiente. E poi dimostratevi pieni di voglia di imparare.
Cancellate totalmente ogni briciola di presunzione, non l'apprezzerà
nessuno. Iniziate subito, prima possibile. Io sono sempre stata
dell'idea che non importa avere votoni all'Università se non hai
esperienza pratica. Se sei all'inizio, devi farti le ossa - e il mazzo.

I mestieri della moda: CONTRIBUTING EDITOR

La Moda non è solo stilisti, modelle, fotografi e truccoparrucco.

La Moda è comunicazione, è marketing, è stores.
Ma chi comunica, chi vende, chi crea gli stores?
Chi fa la Moda?


A tutte queste domande risponderò ogni settimana facendovi conoscere
I MESTIERI DELLA MODA



CONTRIBUTING EDITOR


Chi è Chiara?


Sono una ragazza di 25 anni nata con il pallino per la moda e per tutte le dinamiche che si muovono dietro di essa. Mi piace guardare (le foto sulle riviste), toccare (le creazioni nei negozi), comprare (tutto e troppo) ma soprattutto amo parlare agli altri di questo mondo. Giorno dopo giorno mi impegno per poterlo fare al meglio e lo faccio tramite un mezzo che amo e che reputo speciale: il web.
Oltre a questo, ci sono tanti aggettivi che potrei utlizzare per descrivermi: sognatrice, lunatica, riflessiva, estroversa, versatile, logorroica (troppo), curiosa all’ennesima potenza.


Il mio lavoro?


Collaboro come giornalista (anche se sulla carta ancora non lo sono) free lance presso la redazione di un sito web femminile a cui fa capo una delle più importanti case editrici nell’ambito della moda.
A chi sta dall’altra parte del desktop parlo di bellezza, dal trucco allo styling, racconto le tendenze, seguo le sfilate e intervisto gli esperti del mestiere.
Dopo un’esperienza fissa in redazione ho iniziato a lavorare da casa, una formula che mi piace molto in quanto mi permette di spostarmi ovunque voglia potendo svolgere comunque il mio lavoro. Mi basta il mio notebook, la mia inseparabile agenda e una connessione internet ed è fatta!


Gioie e dolori?


Le gioie in campo lavorativo sono tante, in primis quella di svolgere un lavoro che sento profondamente affine alla mia persona, alle mie ambizioni e ai miei interessi. E’ un lavoro creativo che permette di esprimere la propria personalità e soprattutto non è un lavoro a senso unico: dai molto ma ricevi altrettanto in cambio, dal collega che ti da la dritta giusta ai professionisti che incontri nel backstage di una sfilata, senza dimenticare gli utenti. La più grande soddisfazione sta nel comunicare e interagire con chi ti legge, ricevere un feedback, positivo o negativo che sia, per crescere e imparare quotidianamente qualcosa che ti permetta di svolgere la tua professione al meglio. Vedere quotidianamente quanta gente è interessata a ciò che faccio è davvero stimolante.


Quanto ai dolori… l’inizio è stato certamente complicato. Sono stata catapultata improvvisamente in una realtà che non conoscevo, a partire dalla città, Milano, nella quale non avevo mai vissuto prima. Mi sentivo piccola piccola e un po’ spaesata, ho dovuto imparare fin dall’inizio a lavorare a stretto contatto con persone dai caratteri più disparati e in maniera, quasi da subito, indipendente e responsabile. Col senno di poi però posso dire che è stata una terapia d’urto efficace non solo lavorativamente ma anche sul piano umano.
Non posso poi tralasciare il fatto che lavorare nella moda significa far parte di un sistema enorme all’interno del quale si sente forte la competizione: ci sono pochi posti e troppi contendenti.
Puoi farti prendere dallo sconforto o rimboccarti le maniche puntando dritto al tuo obiettivo. Io ho provato entrambe le strade e ho decisamente scelto la seconda.


Il tuo percorso?


Il mio percorso è stato ed è quotidianamente intenso. Gli studi svolti all’Università si orientavano verso l’opposto di ciò che sto facendo ora: sognavo di “fare” la moda, il prodotto in sé, e in realtà ciò che faccio oggi è parlare di quel prodotto. Sono arrivata a farlo e a capire che è questa la strada che voglio percorrere, con un pizzico di fortuna svolgendo uno stage nella redazione del sito per il quale ora lavoro.


Guardandomi indietro e tornando a un anno e mezzo fa mi rendo conto di aver avuto una grande fortuna nell’imbattermi in questa opportunità già pochi mesi dopo la laurea e ad aver lavorato fin dall’inizio con delle persone speciali, due in particolare, che non mi hanno mai trattata come una stagiaire tuttofare addetta a caffè e fotocopie (quindi se ora non le so fare non è colpa mia ), bensì come una vera collega da formare e responsabilizzare.


Cosa consigli a chi vuole seguire le tue orme?


Non sono un’ottima consigliera e non sono nemmeno così arrivata da poter sfornare pillole di saggezza ma se c’è una cosa che posso raccomandare a chiunque, anche se è banale, è di buttarsi a capofitto nelle opportunità che ci vengono date e in ciò che si crede. Siate disposti ad imparare, a osservare, a collaborare e a rifare le cose anche mille volte senza fretta, e senza presunzione.